CULTURA E RELAZIONI INTERNAZIONALI

Il gruppo di lavoro mira a realizzare attività di ricerca, seminari e giornate di studio sul ruolo della cultura nelle relazioni internazionali, considerando più ambiti di indagine.
Un primo ambito è quello istituzionale nel quale la cultura - attraverso la diplomazia culturale, la public diplomacy e la propaganda – è lo strumento utilizzato da uno stato (o un’organizzazione intergovernativa), per proporre un’immagine positiva di sé presso l’opinione pubblica internazionale e accrescere il proprio prestigio, in modo da facilitare le relazioni politiche, economiche e commerciali con altri attori internazionali.
Un altro ambito d’indagine è quello delle relazioni culturali internazionali, che non coinvolgono necessariamente attori dotati di soggettività giuridica internazionale e che vedono prodotti culturali attraversare un confine grazie all’opera soprattutto di soggetti privati, senza finalità particolari legate alla politica estera dei rispettivi governi. Negli ultimi decenni, l’azione degli attori non governativi (la cosiddetta civil society) è divenuta la componente preponderante nella valutazione del soft power culturale di un attore internazionale, grazie all’affermazione dell’attuale globalizzazione, caratterizzata da una progressiva compressione spazio-temporale che ha accelerato la mobilità degli individui e lo scambio di informazioni, non più sottoposti (se non in rari casi) a uno stretto controllo da parte degli stati .
Il gruppo di lavoro si occuperà anche della interdipendenza fra politica interna e politica estera, un binomio centrale per lo studio delle relazioni internazionali in generale, e di quelle culturali in particolare, con riferimento ai processi di formazione delle opinioni pubbliche nazionali e internazionali rispetto a precisi protagonisti e questioni internazionali.
Altri ambiti di ricerca sono la formazione culturale di singoli attori internazionali (ministri, diplomatici, militari ecc.), come pure la cultura di un sistema internazionale (si vedano ad esempio gli studi sulla cold war culture), e il contributo dato alla sua costruzione sia dagli intellettuali (cultura alta) sia dalla “società di massa” (cultura popolare).
Si affronteranno infine tematiche quali: il multiculturalismo, attraverso lo studio delle discordanze fra strutture politiche e aree culturali; le solidarietà transnazionali fondate su medesimi principi identitari (quali le comunità linguistiche); la questione dell’esistenza di un etnocentrismo culturale in relazione a un presunto dominio conoscitivo occidentale.

Coordinatore

Lorenzo Medici

(Università degli Studi di Perugia)

Membri SISI

Luciano Monzali

(Università degli Studi di Bari Aldo Moro)
Paolo Soave

(Università degli Studi di Bologna)
Giampaolo Malgeri

(Libera Università Maria Ss. Assunta - LUMSA Roma)
Tiziana Di Maio

(Libera Università Maria Ss. Assunta - LUMSA Roma)
Daniele De Luca

(Università del Salento)
Valentina Sommella

(Università degli Studi di Perugia)
Laura Fotia

(Università degli Studi di Roma Tre)
Marco Mugnaini

(Università degli Studi di Pavia)

Federico Imperato

(Università degli Studi di Bari Aldo Moro)

Osservatori

Emanuela Costantini

(Università degli Studi di Perugia)
Stefano Pisu

(Università degli Studi di Cagliari)

Stefano Santoro

(Università degli Studi di Trieste)

Federica Onelli

(Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)